domenica 14 gennaio 2018

Luci, piccole storie inquietanti

Credo di non aver mai avuto paura delle ombre che si formano nel buio, nemmeno da bambina, ma è innegabile che la notte è il momento in cui mi sento più vulnerabile e in cui è più facile che le paure seppellite nella mia mente acquistino una forma e una dimensione. Forse è così per tutti.

Da quando siamo qui, durante la notte si sono verificati alcuni strani episodi. Strani per noi, perchè non ci era mai capitato prima.

La luce del capanno, prima parte

Premessa
La proprietà dove abitiamo attualmente si trova al centro di un vasto terreno adibito a pascolo, a circa due chilometri dalla casa più vicina. Proprio a ridosso della parte posteriore della casa si trova uno shed, un capanno di alluminio, costruzione comunissima nei giardini delle case del bush. 
Vi siamo entrati dentro solo una volta, la prima volta che abbiamo visitato la proprietà con l'agente immobiliare.  In seguito la porta dello shed è stata chiusa  e la chiave riconsegnata al proprietario che abita a Perth, affinchè provvedesse a pulirlo e a sgombrarlo. Abbiamo traslocato da un mese e ancora nessuno è venuto, la porta è sempre chiusa e l'agenzia immobiliare è sempre in attesa che il proprietario si faccia vivo. 



Eravamo in questa casa da circa una settimana, ed era notte. Notte buia come la pece, senza altre luci che quelle della nostra casa e fuori c'era un temporale, con vento e pioggia a secchiate. Ci stavamo preparando per andare a letto, quando ci accorgiamo che in giardino c'è una luce accesa. 
E' quella sopra alla porta del capanno, che è collegata ad un sensore di movimento. Sbirciamo attraverso i vetri. 
Siamo soli in questa casa al limitare della foresta, è notte, è davvero facile suggestionarsi. 
Decidiamo di uscire e fare un giro della casa. Ovviamente fuori non c'è nessuno. Rientriamo e poco dopo la luce si spegne, per poi accendersi e spegnersi più volte durante la notte. 
Ci diciamo a vicenda che deve trattarsi di rami mossi dal vento che vengono captati dal sensore, o magari di animali. 
La luce si accende e si spegne più volte ogni notte, anche nelle notti serene e senza vento, ormai ci siamo quasi abituati.

La touch lamp

Sul mio comodino c'è una touch lamp, una di quelle lampade che si accendono solo toccandola, senza bisogno di interruttori. Un tocco, la lampada si accende, un altro tocco e la luce diventa un pochino più forte, un terzo tocco e la lampada raggiunge la luminosità massima, un quarto tocco e si spegne. C'è un'altra lampada identica nella camera per gli ospiti. 



Tre giorni fa il coniuge mi sveglia nel cuore della notte: la lampada sul mio comodino si è accesa. Gli dico che probabilmente mi sono mossa nel sonno e l'ho toccata, oppure è stato uno dei gatti. 
Due ore dopo la lampada è di nuovo accesa e i gatti dormono. Mio marito va in bagno e vede un chiarore nel corridoio: anche la lampada nella stanza degli ospiti è accesa
Ci diciamo a vicenda che dev'esserci un problema elettrico e stacchiamo la spina delle lampade. 

La luce del capanno, seconda parte

Ieri siamo stati fuori tutto il giorno e siamo rientrati dopo il tramonto. Appena arrivati a casa sono andata a bagnare alcune delle piante in giardino. Mi avvicino al rubinetto, sul lato della casa, e mi accorgo che la luce del capanno è accesa. Dentro. E' illuminato all'interno e la luce filtra da sotto alla porta. 
Mi sembra improvvisamente di essere diventata Emily St Aubert.
Avverto mio marito, usciamo a controllare. Proviamo la porta dello shed: è chiusa. Facciamo un giro intorno al capanno, anche da altri punti si intravede la luce all'interno. Attendiamo qualche minuto, in silenzio assoluto. Non si ode alcun rumore.  
Ci diciamo a vicenda che magari la luce è accesa da quando abbiamo visto il capanno quel giorno con l'agente immobiliare. Che quella sera che siamo usciti a controllare la luce esterna era accesa e ci impediva di notare il chiarore che filtrava da dentro. 

Siamo persone razionali e sicure che debba esserci una spiegazione ovvia e normale per tutti questi strani fenomeni. Lunedì andremo a parlare con l'agente immobiliare, quanto meno perchè una luce accesa significa energia sprecata e da pagare.
Nel frattempo quando si fa sera abbiamo un certo brividino nella schiena. 

venerdì 29 dicembre 2017

Una piccola e pazza festa di Natale

Il Freaky Village è un adorabile posticino pieno di gente fuori di testa.
Circa dieci giorni fa il coniuge è andato all'ufficio turistico del paese per chiedere alcune informazioni. E' stato dentro dieci minuti. Quando è uscito era diventato membro del comitato organizzativo del Festival delle Rose (l'occasione sociale annuale più importante, da queste parti) e, soprattutto, aveva ricevuto un invito (esteso anche alla sottoscritta) per una festa di Natale.

Da queste parti ci sono edifici nati come micro-scuole. Non dovete immaginare un istituto come quelli che conoscete, con un'aula per ogni classe. Parliamo di scuole piccolissime, con tipo 15 alunni in tutto, di tutte le età e riuniti in un'unica classe. Queste scuoline, attive fino a pochi anni fa, sono formate da una sola stanza, alcune hanno ancora le panche e i tavoli e si possono visitare. Vicino a casa, qui a 15 km dal Freaky Village ce n'è una, ed è lì che si teneva la festa.

Ci hanno detto di portare qualcosa da mangiare, per cui ho preparato una grossa teglia di pasticcini misti e all'ora giusta ci siamo presentati nel luogo indicato. 
Abbiamo conosciuto:
- un'adorabile coppia di mezza età di fotografi freelance, che un giorno ha venduto la propria casa a Perth e si è messa a girare l'Australia a bordo di un camper;
- una simpatica signora che ha un figlio che vive da qualche parte negli USA da vent'anni, in un capanno sul fianco di un vulcano, facendo lavori saltuari;
- un pittrice novantenne;
- un numero imprecisato di vicini, la cui abitazione è a meno di 2 km dalla nostra, tra cui un simpatico signore che ci ha chiesto se può mettere le sue arnie di api nel nostro giardino;
- una signora che gestisce una fattoria che produce esclusivamente lavanda;
- un numero imprecisato di persone anziane e curiosissime di ogni più trascurabile dettaglio della nostra vita;
- un signore di mezza età che mi ha raccontato di ogni festival musicale mai tenuto nella zona da quando lui ci si è trasferito molti anni fa.

Dopo aver parlato per circa un'ora e mezza, è arrivato Babbo Natale e ha consegnato i doni ai bambini. Poi c'è stato il BBQ, corredato di molte insalate di patate, una zuppa, del riso, alcuni cibi non facilmente identificabili e quintali di dolci. 
Abbiamo chiacchierato, riso, mangiato tutti insieme come se ci conoscessimo da sempre, sentendoci immediatamente parte di questa piccola comunità in mezzo alle foreste.
Siamo tornati a casa tre ore dopo, carichi di auguri, di sorrisi e abbracci da parte di persone che fino al giorno precedente non avevamo mai visto e che sono entrate improvvisamente nelle nostre vite.

I miei più sinceri auguri a tutti voi per uno splendido 2018.

domenica 24 dicembre 2017

Le dieci regole d'oro del trasloco

Sono esattamente dieci giorni che ci siamo trasferiti nella nuova casa, nel paesino che ho soprannominato Freaky Village e volevo condividere con voi alcune cose che ho imparato da questa esperienza.

1- Non fare i traslochi da sola.
Se tuo marito lavora, programma il trasloco per quando lui non ha impegni. Non pensare di fare tutto da sola. Almeno chiama un'amica, due amiche, se disponi di molti amici felici di aiutarti ad impacchettare, pulire, portare tutto nella nuova casa, spacchettare e pulire di nuovo chiamali e fatti aiutare.
Non passare tutti i tuoi giorni liberi facendo assurdi viaggi avanti e indietro con la macchina carica fino a scoppiare, specie se la casa nuova dista 250 km.

2- La roba da portare è molta di più di quello che pensi.
Anche se non sembra, la tua casa trabocca di oggetti che ti sono utili nell'immediato futuro o che vuoi comunque conservare perchè sono ricordi. 
Non pensare di poter stipare tutto nelle valigie in 2-3 giorni, hai bisogno sia di più tempo che di più contenitori. Inizia almeno due settimane prima e procurati delle scatole in quantità.



3- La fortuna è cieca, quindi cos'è che ci vede benissimo?
Incrocia le dita che vada tutto bene. Se due giorni prima del trasloco ti accorgi che la lavatrice perde, una buona idea potrebbe essere venderla, o regalarla a qualcuno. Se ti impunti che vuoi portarla a tutti i costi nella casa nuova, anche se lì la lavatrice c'è già, almeno renditi conto che non hai tempo per cercare un tecnico che la ripari. Quindi, non perdere tempo prezioso facendo disperate ricerche su internet e, per favore, non salvarti sul cellulare il numero di John Edwards, un tecnico per lavatrici che vive a 100 km di distanza e che no, non verrà ad aggiustare la tua.

4- Valuta bene se vale la pena di chiamare un camion per spostare il mobilio nella casa nuova.
Tipo, che senso ha portare mobili in una casa che prendi in affitto già ammobiliata? Non ha senso vero? specie se i tuoi mobili li hai comprati da AMART, il parente australiano povero dell'IKEA, e li hai montati tu, col risultato che sono tutti sbilenchi e mezzi rotti. 
Considera che, ad esempio, i due armadi in cui tenevi i vestiti potrebbero rompersi irreversibilmente nel trasloco senza che ne abbia alcuna colpa il trasportatore, il brav'uomo che hai pagato 900 dollari in contanti per portare nella nuova casa pregiatissimi mobili rotti di puro truciolato e una lavatrice che perde. 

5- Considera attentamente le circostanze.
Una volta che il tuo letto è stato smontato e portato dal trasportatore nella nuova casa, considera bene cosa ti conviene fare in caso tu debba passare ancora alcuni giorni nella casa vecchia. 
Ad esempio, non rifiutare l'invito di due amici gentili che si offrono di ospitarvi. I materassini gonfiabili con cui  pensi di poter dormire sul pavimento della casa vecchia non sono una buona idea.
Hai due gatti, te lo ricordi, sì? due gatti dotati di unghie che dormono con voi tutte le notti.
Se alla sera il tuo giaciglio è bello gonfio e alla mattina ti svegli con la schiena a pezzi e scopri di aver dormito su una sottiletta, non è che hai gonfiato male il materassino. E' che è bucato, accettalo.

6- Valuta in anticipo cosa devi fare nell'ultimo giorno di permanenza nella casa vecchia.
Ad esempio, se il contratto d'affitto dice che nella casa non deve rimanere spazzatura, organizzati in tempo, metti tutta la cartaccia e la roba da buttare in grandi sacchi e portali alla discarica nella settimana precedente, NON aspettare l'ultimo giorno. 
Specie se sei da sola a fare tutto. Specie se i sacchi sono 16. E, per la miseria, non metterti il cellulare in tasca. Quelli vocina che senti provenire dai tuoi pantaloni mentre arranchi verso la macchina trascinando trenta chili di roba da buttare proviene dal tuo cellulare. Hai chiamato per errore qualcuno, in questo caso John Edwards, il tecnico della lavatrice del punto 3. Chiudi la chiamata, ora non hai tempo per spiegare.
Prima di mettere in moto la macchina per andare alla discarica, assicurati che tutti i sacchi siano davvero sulla vettura. Quel PRONK che hai sentito mentre facevi retromarcia non è "niente". E' il sacco che conteneva la lettiera sporca dei gatti, quello che volevi mettere nel portabagagli ma avevi lasciato le chiavi in casa. Te lo sei scordato lì, ci sei passata sopra con la macchina e ora il tuo vialetto è stato concimato. Chissà come saranno contenti quelli dell'agenzia.



7- Per fare il trasloco non metterti magliette scollate.
Hai bloccato la macchina in una posizione oscena, metà sul vialetto e metà sulla strada, e stai raccogliendo alla meglio gli escrementi dei gatti. Se le macchine rallentano per guardarti, forse non è solo per l'attività che stai facendo, ma anche perchè sei chinata in avanti e stai mostrando le tue grazie a tutto il quartiere.

8- Non ti curare di quello che pensano gli altri.
Tipo, che importanza ha se il tizio della discarica ti guarda come se fossi pazza, quando gli confidi che hai con te 16 sacchi della spazzatura? Dirigiti nella zona indicata e deposita i tuoi sacchi in maniera ordinata. Se durante l'operazione hai di nuovo il cellulare in tasca, non c'è che dire, non brilli di eccessiva intelligenza. Ora hai chiamato di nuovo John Edwards. Prova a dirgli che hai sbagliato numero e spera che non ti denunci per stalking. 

9- Affronta le arpie dell'agenzia immobiliare a testa alta.
Stai andando a riconsegnare le chiavi. Raggio di Sole, l'impiegata che ti odia, cerca di ucciderti con lo sguardo. Ora, testa alta, è il tuo momento! Voce ferma, vai, dille che purtroppo alcune delle cose che erano sul contratto non sei riuscita a farle, succede! Non abbassare gli occhi, NON iniziare a dire che ti spiace che non sei riuscita a pulire i vetri e ti sei scordata di comprare un nuovo zerbino! Soprattutto, quando l'arpia ti guarda e ti chiede se hai fatto la disinfestazione per le pulci, non dire "quale disinfestazione?". Lo sai, cerca di fregarti. I termini del contratto erano che, in caso di animali in casa, avreste dovuto far fare una pulizia professionale della moquette e basta. Nessuno ha mai parlato di assurde disinfestazioni per pulci immaginarie. 
Non dire che non lo sapevi e che provvederai! Certo che non lo sapevi, non c'era nel contratto!

10 - Non ti complicare la vita.
Sai il tacchino da tre chili che avevi comprato per il Thanksgiving e che non hai cotto perchè tuo marito ha voluto comprarne per l'occasione uno più grosso? ecco, consumalo prima di fare il trasloco, oppure regalalo a qualcuno. 
In ogni caso, quando il trasportatore ti porta via il freezer, non portarlo ad un'amica chiedendole di tenertelo. Perchè poi, dopo aver riconsegnato le chiavi all'agenzia, ti toccherà passare da lei per recuperare il tacchino congelato. Poggerai l'animale in mezzo ai calzini puliti e accanto allo scolapasta pieno di vasetti di marmellata poggiato sopra lo stenditoio, in quel casino assurdo che è la tua macchina, stipata a più non posso di tutte quelle cose che "questo lo posso portare all'ultimo". 

Congratulazioni, ora hai fatto tutto, puoi iniziare l'ultimo viaggio verso la casa nuova. Ti aspetta una dimora sporca, piena di roba da mettere a posto. Sì, quello che hai appena visto è uno scarafaggio, che bello, li hai di nuovo come coinquilini! Per fortuna che ora hai ben due giorni per riposarti mettere tutto a posto prima di iniziare il nuovo lavoro full time a soli 80 km da dove vivi. Buona fortuna!

domenica 3 dicembre 2017

Solo un'altra giornata surreale qui in Australia

Antefatto
E' successo che qualche giorno fa mio marito è tornato a casa dal lavoro nel tardo pomeriggio, stanco morto. Si è seduto davanti al computer per guardarsi la posta e sgranocchiare qualcosa. 
Mentre era lì, Fluffy ha pensato bene di saltargli in braccio. Lo fa sempre, mentre il coniuge sta mangiando. Purtroppo il gatto ha le zampotte corte e non è molto bravo con i salti. Si è accorto che aveva mancato il bersaglio e così ha afferrato la prima cosa che gli è capitata, ovvero la tovaglia, e ci si è praticamente appeso. A causa dello spostamento improvviso, il bicchiere colmo che stava accanto al computer si è rovesciato sulla tastiera.
E' lungo da spiegare ma è successo tutto in tre secondi.

Il malfattore, mentre sta per cadere dal divano

Lo schermo ora ha un interessante pattern a righine colorate, stile televisione non funzionante degli anni '80, con caratteristico rumore bianco annesso.
Il coniuge mi guarda. Il negozio di assistenza computer più vicino è 100 km a nord del Paesino nel Bush. Questo senza contare che domani io devo andare nella casa nuova, nel Freaky Village, a 250 km a sud-ovest. E' fuori questione che il computer possa portarlo lui, a causa del suo lavoro e degli orari del negozio, così accetto di fare la piccola deviazione. 
Cosa sarebbe il mondo senza l'amore?

Capitolo 1 - distanza percorsa: 100 km
Alle 9.15 del mattino seguente sono nel negozio di assistenza computer.
- ...e quindi il gatto è saltato sul tavolo e il bicchiere si è rovesciato. Potete fare qualcosa?
Il tecnico mi guarda dubbioso. Ma guarda questa. Ha chiaramente rovinato il computer del marito e ora cerca di giustificarsi dicendo che è stato il gatto.
Mi dice che vedranno cosa possono fare. Sgancio 44 dollari ed esco.

Capitolo 2-  distanza percorsa: 220 km
Sono le 10.30 del mattino e sto passando vicino all'ennesimo campo pieno di mucche. 
Dall'altra parte della strada c'è un cartello, apparentemente identico, per forma e colore, ai normali cartelli stradali australiani che indicano la presenza di animali. Questo però è peculiare. Rappresenta un mucca con la testa alzata e la scritta "Moo cow".

Questo non è l'originale, ma era fatto così
Cerco di interpretarlo. Mi sta invitando a muggire alle mucche? oppure mi avvisa che sto passando accanto a mucche che fanno muu? o magari è il nome di un'azienda, tipo "Moo Cow Srl"? Qual è il senso di tutto ciò?

Capitolo 3- Distanza percorsa: circa 280 km
Ho l'impressione di guidare ininterrottamente dal Paleozoico superiore. Ho attraversato millemila villaggi deserti dai nomi più assurdi, ho visto laghi, colline, foreste e pianure. Non ho la più pallida idea di dove mi trovo attualmente, situazione che secondo il dizionario equivale a "mi sono persa". Arrivo all'ennesimo gruppo di case. Qui campeggia un enorme cartello con su scritto MEASLES..
Morbillo.
Sarà il nome della località? Scegli Measles per le tue vacanze, aria pura, mucche, tutta salute!
No, forse no. Decido che in ogni caso non lo voglio sapere

Capitolo 4- Distanza percorsa: 325 km
Per una stradina secondaria arrivo finalmente al Freaky Village. Qui scopro che:
- l'impiegata dell'ufficio postale sa il mio nome e il motivo per cui sono lì (ottenere una cassetta postale) senza che io debba aprire bocca.
- la nostra abitazione ha più di un indirizzo. E' il "Terreno 5972 in via delle Paperette Canterine" ed è anche "Via delle Paperette Canterine 821". Così, senza una ragione. Li possiamo usare entrambi, vanno entrambi bene, alcune utenze le avremo con un indirizzo, altre con un altro. Normale, qui. Mi dicono.
- Sul tetto della casa nuova di notte scorrazzano gli opossum. E vabbè, possiamo farcela.

Capitolo 5- Distanza percorsa: 525 km
Dopo un nuovo viaggio attraverso le foreste torno finalmente nel Paesino nel Bush.

Panorama intorno al Freaky Village 
Sono esausta. Accendo il pc e mi preparo una tazza di tè. 
Ora, sai quando trovi un sito interessante e ti aggiungi alla mailing list per poter restare sempre aggiornato? Io lo faccio spesso, forse troppo, e mi arrivano mail assurde da parte di gente che vuole vendermi olio, sapone fatto in casa, verdure e frutta in quantità.
Oggi ho una mail da parte di Linda J, che mi racconta l'incredibile storia che le è capitata: è andata a fare un viaggio in Italia col marito. Appena arrivati nel Bel Paese, il marito ha avuto un infarto, è stato ricoverato d'urgenza e ha dovuto subire un intervento di cardiochirurgia.
Accipicchia che fortuna. Comunque, una volta usciti dall'ospedale, i due hanno pensato di continuare il loro tour dello Stivale, così, senza problemi, perchè ormai il viaggio era pagato.

Finchè lui non ha avuto un secondo infarto. Perchè il medico italiano non gli ha detto che doveva prendere delle medicine. Oppure gliel'ha detto in Italiano. 
Dopo il secondo infarto gli hanno vietato di muoversi per almeno un mese. Linda era preoccupatissima di non poter più tornare a casa, ma si è rilassata quando ha saputo che le avevano falciato l'erba nella sua fattoria in Australia
E vabbè, tuo marito sta poco bene, ma vuoi mettere che bel prato, adesso?

Poi conclude dicendo che ora sono tornati a casa, il marito sta bene ma i maiali sono finiti. Proprio così, finiti. E dirmi questo, aggiunge, è il motivo ultimo della mail.

Ora, io non ho idea di chi sia questa Linda, nè perchè pensi che la carenza di maiali possa interessarmi in qualche modo. Sono assolutamente certa di non aver mai lasciato la mia mail in alcun allevamento di maiali, negozio di maiali o posti che si occupino di suini in generale.
Per un attimo mi viene voglia di scrivere a Linda per sapere come fa ad avere il mio indirizzo, poi decido di lasciar perdere.
Per oggi basta così.

martedì 28 novembre 2017

Cinque posti da visitare in Western Australia

Dopo un lungo viaggio aereo  siete finalmente arrivati a Perth, in Australia. 
Distrutti dal jet-lag vi siete rifugiati nel vostro hotel e vi siete addormentati come sassi. Il giorno seguente, dopo una corroborante colazione, avete visitato le attrazioni più importanti della città, siete stati a Kings Park, avete visto Fremantle, magari siete andati fino a Rottnest Island per vedere i quokka. 
Oggi che si fa?

Inauguro oggi una nuova rubrica del blog: con cadenza fissa vi proporrò 5 cose da vedere/mangiare/fare in Western Australia.
Iniziamo con cinque posti. Ho scelto la parola "posti" perchè non sono nè città nè paesi. Non sono in ordine di preferenza, almeno tre di questi li amo pazzamente allo stesso modo.
Pronti? Via.


1- Pinnacles


Di cosa si tratta: un piccolo deserto di sabbia gialla cosparso di peculiari formazioni calcaree alte fino a quattro metri.
Dov'è: dentro al Nambung National Park, vicino a Cervantes, a poco meno di 200 km da Perth. Prendete la Indian Ocean Drive verso nord, ci vogliono circa due ore e mezza.
Prezzo per visitare l'attrazione: 12 dollari, prezzo d'ingresso del parco nazionale.
Perchè ve lo consiglio: perchè è un posto surreale e bellissimo, non sembra nemmeno di essere sulla Terra.
Raccomandazioni: il deserto è piccolo, ma è pur sempre un deserto. Se decidete di fare l'itinerario a piedi (circa 2 km) assicuratevi di avere con voi crema solare ad alta protezione, un buon cappello, scarpe adatte per camminare e almeno un litro di acqua a testa. 
Se non volete camminare c'è anche un percorso da fare in automobile lungo 5 km e adatto a tutte le macchine. 

2- Yanchep National Park


Di cosa si tratta: Un piccolo parco nazionale a nord della capitale, famoso per l'unica colonia di koala nativi del Western Australia e alcune interessanti grotte.
Dov'è: 50 km a nord del centro di Perth, lungo la Indian Ocean Road.
Prezzo per visitare l'attrazione: gratuito
Perchè ve lo consiglio: Guardate la foto qui sopra: i koala sono tra gli animali più belli che esistano, sono morbidi, pelosi e ad alto coefficiente di pucciosità. Se siete fortunati li vedrete sul terreno, altrimenti dovrete adocchiarli tra i rami degli eucalipti. Le grotte non ho ancora avuto modo di vederle, ma sono piuttosto famose.
Raccomandazioni: nessuna in particolare. La crema solare è bene metterla sempre e non scordatevi la macchina fotografica in hotel.

3- Wave Rock


Di cosa si tratta: Un affioramento granitico antichissimo, scolpito dal vento come un'onda di pietra.
Dov'è: 336 km a sud est di Perth. Dalla città prendete la Brookton Highway in direzione Corrigin. Wave Rock è a tre km dal paesino di Hyden.
Prezzo per visitare l'attrazione: 10 dollari a macchina
Perchè ve lo consiglio: è una formazione naturale assolutamente unica e spettacolare. Non solo, ha un'importanza particolare per gli Aborigeni del luogo. Oltre a questo, se ci andate in primavera, la zona è piena di stupende orchidee selvatiche.
Raccomandazioni: Come sempre, crema solare, scarpe adatte per camminare, un cappello e dell'acqua da tenere in borsa. Da Wave Rock c'è un piacevole sentiero nella boscaglia che in poche centinaia di metri porta ad un'altra formazione rocciosa, a forma di testa di ippopotamo. 
Attenzione ai serpenti, nel bush è facile trovarne.

4- Little Beach


Di cosa si tratta: Una spiaggia da sogno, con la sabbia candida che contrasta in modo impressionante con l'acqua verde-azzurra dell'oceano.
Dov'è: All'interno del Two Peoples Bay National Park, a circa 450 km da Perth. E' un po' lontano, ma è perfetta se passate qualche giorno ad Albany, sulla costa sud. Dista da Albany circa 40 km.
Prezzo per visitare l'attrazione: 12 dollari (prezzo per l'ingresso giornaliero al parco nazionale: ci sono anche abbonamenti mensili e annuali molto convenienti).
Perchè ve lo consiglio: E' un posto da sogno. Davvero. Ed è quasi sempre vuota, come tutte le spiagge australiane fuori dalle grandi città.
Raccomandazioni: crema solare e cappello. Prima di tuffarvi nelle acque limpidissime, date un'occhiata alla superficie dell'acqua: da queste parti ogni tanto ci sono squali (come dappertutto, in Australia). Vi consiglio anche scarpe chiuse adatte per entrare in acqua: nel sud del Western Australia ci sono il pesce pietra, che si nasconde sul fondale, e il piccolo polpo dagli anelli blu. Sono entrambi letali.

5- Laghi rosa

Di cosa si tratta: in Western Australia ci sono parecchi laghi rosa, il più famoso è il Lake Hillier vicino ad Esperance. Tutti i laghi rosa sono accomunati dal fatto di avere l'acqua estremamente salata, spesso si possono vedere impressionanti fenomeni di cristallizzazione sulle rive. Il colore è dato da batteri alofili e microalghe rosse.
Dove sono: un po' ovunque. Ce ne sono parecchi, piccoli, a sud di Lake King. Uno che mi capita di vedere spesso è a nord di Cranbrook.
Prezzo per visitare l'attrazione: ovviamente gratuito, si tratta solo di trovare posto lungo la strada per fermarsi e guardare il lago.
Perchè ve lo consiglio: è inusuale e fuori dall'ordinario. Talvolta il rosa è estremamente acceso, quasi fosforescente
Raccomandazioni: i batteri che producono il colore rosa sono innocui, ma non mi sento di dirvi di farci il bagno, vista la concentrazione di sale. 

giovedì 23 novembre 2017

Paranoie novembrine

Ogni anno è uguale. 
All'approssimarsi di Novembre l'atmosfera inizia a farsi tesa e i discorsi tra me e mio marito iniziano a vertere su di lui, l'animale che dev'essere acquistato. Su quando lo dobbiamo comprare, su dove deve essere comprato e, soprattutto, su quanto grosso deve essere. 
Lui, il tacchino del Thanksgiving.

Un degno esemplare
L'idea strisciante è che non sia mai abbastanza.
- Siamo in dodici, basterà un tacchino di sette chili?
Il giorno della cena l'animale viene debitamente sgrassato, farcito e legato e infine cuoce per quelle cinque-sei ore, riempiendo la casa di quell'odore tipico di questa occasione e suscitando l'emozione negli occhi del consorte. La bestia fa infine la sua gloriosa apparizione sul tavolo apparecchiato e per un paio d'ore è la protagonista assoluta. Viene ammirata, tagliata, coperta di salsa di mirtilli rossi e mangiata insieme a tutto il resto. 

Matematicamente parlando, nonostante l'emozione e la volontà dei presenti di ingozzarsi come struzzi, ogni commensale non ingurgita più di un etto, massimo un etto e mezzo di carne, perchè lo spazio nello stomaco di ciascuno di noi è quello che è, e se il tacchino è il re della festa è anche vero che non è certo l'unico cibo disponibile sul tavolo.
Il risultato è che, una volta finita la festa, turkey leftovers recipes diventa la frase più ricercata su Google, la nostra tavola si popola per giorni e giorni di zuppe di tacchino, quiche di tacchino, insalate di tacchino, panini al tacchino ad ogni pasto, colazione inclusa, solo per finire i maledetti avanzi. Parallelamente, il nostro riposo notturno si fa più difficoltoso, i nostri sogni si popolano di montagne che si materializzano improvvisamente sopra al nostro stomaco, mentre bizzarri pennuti corrono qua e là ridendo a crepapelle.


Infine, più o meno una settimana dopo il fatidico giovedì, la carcassa della bestia viene finalmente buttata nella spazzatura e la restante carne suddivisa equamente tra i gatti e il congelatore. 
I micetti non la annusano nemmeno, a causa dell'overdose dei giorni precedenti, mentre la carne in congelatore resta lì un tempo indefinito finchè non viene dimenticata e poi buttata, con grosso rammarico della sottoscritta che odia sprecare il cibo.

Ogni anno i buoni propositi si sprecano. Quest'anno tacchino piccolo, piccolissimo, nano. Ripieno ridotto al minimo. Contorni vari aboliti, a meno che non possano essere mangiati nella loro interezza nell'arco della serata. Dolci? quali dolci? DIETA. Questa è la parola. Dieta.
Poi, semplicemente, non si può. Perchè è la tradizione, perchè mio marito è americano e ci tiene, perchè il tavolo deve essere imbandito e traboccante, quasi che il cibo stesso sia l'essenza del nostro "rendere grazie" per il benessere.

Il Thanksgiving è oggi, tra parentesi.
Io però oggi ho il turno del pomeriggio, quindi festeggiamo sabato. 
Avremo due ospiti, quindi saremo in quattro. Ho comprato il tacchino più piccolo che sono riuscita a trovare, tre chili di animale congelato che ora giace nel mio freezer.
La cena prevede tacchino farcito, ripieno extra da mangiare a parte, salsa di mirtilli rossi, patate al forno, green bean casserole, buttermilk biscuits, pumpkin pie e torta di ciliege.

Ieri sera mio marito mi ha guardata inquieto per un paio di minuti, quindi mi ha detto:
- Non so se la cena sarà abbastanza. Tre chili di tacchino basteranno per quattro persone? Forse potresti cucinare ancora qualcosa? magari il Boston bean pot (fagioli cotti con la melassa)? Ho paura che non ci sia abbastanza da mangiare.

giovedì 16 novembre 2017

Escape to the Freaky Village, seconda parte

Prima parte QUI.
I nostri progetti migratori verso l'ovest ( leggi: a circa 250 km ad ovest di dove siamo adesso) procedono, anzi, dalla fase progettuale siamo passati a quella esecutiva.

(Ok, ho scritto "verso l'ovest" e non potevo non mettere questo video).

Abbiamo trovato un signore col camion che ci porterà i mobili nella nuova casa. Ho dei flashback di questa esperienza qui, speriamo bene.

Un paio di giorni fa sono tornata laggiù, per sbrigare un po' di cose pratiche, tipo il cambio di contea dei gatti, scoprire come funziona il servizio postale e tutto il resto. Vi sintetizzo i punti salienti.

1- Trovandosi a 15 km dal Freaky Village, la nostra casa non è allacciata alla rete idrica. Da queste parti non è una cosa strana, come dicevo qui. Si risolve con una cisterna per l'acqua piovana raccolta dalle grondaie. No, non scherzo.

2- Ovviamente non c'è nemmeno l'allaccio del gas. Si usano le bombole, si possono comprare dal benzinaio.

3- Quanto alla spazzatura, in effetti il camion dove abiteremo noi non passa. Quindi possiamo A) arrangiarci a portare la nostra spazzatura alla discarica, oppure B) darci al compostaggio in maniera selvaggia e totalizzante.

4- Quanto alla posta - che ve lo dico a fare? - dove abiteremo noi non c'è la distribuzione porta a porta. Potremmo prendere una cassetta all'ufficio postale, ma sfortunatamente non ce ne sono di libere. La signora che gestisce il Post Office (che è anche giornalaio, centro scommesse e piccolo negozio) ci ha comunque detto che ci terrà lei la posta, telefonandoci ogni volta che arriva qualcosa. 

5- All'ufficio della contea sono stati molto gentili e mi hanno dato il "resident pack", un plico di informazioni utili per chi si trasferisce da quelle parti. Il plico conteneva:
- il benvenuto nella comunità da parte del presidente della contea;
- tre brochure sugli incendi e la necessità di creare un piano di emergenza qualora la casa fosse minacciata dal fuoco;
- una lista dei club presenti in paese, degni di nota il club femminile di freccette, quello di meditazione trascendentale, e quello per scrittori.
- una preoccupante lista dei serpenti più comuni della contea, tutti velenosissimi e in grado di ammazzare più persone con un solo morso. Tra questi ne spicca uno col nome, come dire, evocativo: il DEATH ADDER. La brochure invitava caldamente a preparare il compost (perchè evidentemente tutti lo fanno) dentro contenitori chiusi, onde evitare che residui di cibo all'aperto attirino topi che possano a loro volta attirare serpenti. 

Viva l'Australia! Ora vi lascio, vado a cercare online contenitori per il compostaggio e a controllare quante persone sono morte da queste parti bevendo la pioggia. 
Alla prossima.